Istituto di Ricerca Storica e Documentazione sul lavoro e sulla religiosità a Napoli

Archivi mensili per gennaio, 2017

Il Documento del mese – Gennaio 2017 – Il culto delle Anime del Purgatorio a Roma

Documento del mese di Gennaio 2017

Con il documento del mese gennaio 2017 iniziamo un viaggio negli ossari e in alcuni luoghi legati al culto delle anime del Purgatorio presentando la quarta di copertina del libro di Francesca Romana Kock “I contabili dell’aldilà”, edizioni Rosenberg & Sellier, Roma 1992.

“DOPO IL 1870, DI FRONTE AL NUOVO REGIME LIBERALE, PARTE DELLA BORGHESIA CATTOLICA ROMANA SI RINSERRA IN UN’OPPOSIZIONE CULTURALE CHE PRENDE LE DISTANZE DAL MONDO E DALLA STORIA.

A PRATI DALL’ARCHIVIO DELL’ARCICONFRATERNITA DEL S. CUORE DEL SUFFRAGIO, FRANCESCA ROMANA KOCH RICOSTRUISCE UNA SINGOLARE “DEVOZIONE” ALLE ANIME DEL PURGATORIO PERMEATA DA UNA PACATA CULTURA CONTRATTUALE E DA UN RASSICURANTE UTILITARISMO.

I FEDELI CON LE LORO OFFERTE IN DENARO GARANTISCONO MESSE E PREGHIERE DI SUFFRAGIO, A PATTO CHE LE ANIME PURGANTI INTERCEDANO PER OTTENERE “GRAZIE” E FAVORI.

QUI NON SI NARRA UN’IRRUZIONE DEL SACRO CHE SCONVOLGE IL PARADIGMA UMANO, MA PIUTTOSTO UN ASSOGGETTAMENTO DELLA DIVINITÀ A BISOGNI COME IL BENESSERE FISICO, L’UTILITÀ PERSONALE, IL VANTAGGIO ECONOMICO.

SULLE POSSIBILI RELAZIONI CON L’ALDILÀ SI DANNO IN QUEGLI ANNI DUE SGUARDI ALTERNATIVI: QUELLO CATTOLICO E LO SPIRITISMO “POSITIVO” CHE, IN APERTA CONCORRENZA CON LE CHIESE, OFFRE ATTRAVERSO IL CONTATTO CON I DEFUNTI CONSOLAZIONE PER LA PERDITA DELLE PERSONE CARE E RIFIUTO DELLA MORTE COME SEPARAZIONE DEFINITIVA.”

Alcune rapide considerazioni sui contenuti di un libro che ci parla dell’impennata che ebbe la devozione verso le anime del Purgatorio nella seconda metà dell’Ottocento

Dopo la proclamazione di capitale d’Italia, Roma è investita da un’eccezionale fase di espansione edilizia. Nel corso dei lavori al quartiere Prati, nell’area antistante Castel Sant’Angelo, emergono molte ossa umane riconducibili a sepolture di massa avvenute dopo battaglie che si sono svolte attorno al castello.

Le ossa diventano oggetto di una devozione verso le anime del Purgatorio analoga a quella del cimitero delle Fontanelle.

Anche a Roma gli ultimi decenni dell’800 sono segnati da un arroccamento frontale del clero per la perdita del potere temporale del Papa, ma la visione catastrofica e penitenziale della Chiesa non trova riscontro nella città, che è investita da un impetuoso sviluppo non solo istituzionale, ma anche civile e culturale. E così dopo pochi anni, autorità civili e religiose decidono il trasferimento delle ossa al cimitero del Verano e viene costruita, nell’area in cui sono raccolte le ossa, la bella chiesa neogotica del Sacro Cuore, con la pala dell’altare centrale che vede le anime in pena che implorano l’aiuto del Sacro Cuore. Nella chiesa è collocato anche un singolare Museo delle anime del Purgatorio.

L’intreccio tra devozione al Sacro Cuore di Gesù e devozione verso le anime del Purgatorio ha un ruolo centrale anche al cimitero delle Fontanelle dove c’è l’Ossoteca, l’imponente composizione fatta con ossa umane che ha al centro la statua del Sacro Cuore.

Interessante è anche il collegamento che l’autrice fa con lo spiritismo, cioè con quella versione laicista del rapporto con l’aldilà, che si afferma durante il positivismo.

La pubblicazione, finanziata dal Cnr, testimonia inoltre un metodo di indagine verso i monumenti e la religiosità. Anche a Napoli il Cnr ha finanziato una ricerca sul cimitero delle Fontanelle, che ha prodotto un’opera di fantasia, tecnologicamente avanzata, apprezzabile in quanto produzione artistica, ma che accentua il carattere leggendario della storia del cimitero. Invece a Roma si è dato un contributo scientifico alla conoscenza del culto e lo si è collocato, attraverso ricerche d’archivio, nel tempo storico della città.

i contabili dell'aldilà

 

Il Documento del Mese nel 2017

Anche quest’anno IRiS Fontanelle continuerà a presentare documenti partendo dal territorio in cui oggi sta operando: le Fontanelle, dove c’è una realtà significativa per i settori di ricerca dell’Istituto e cioè il lavoro e la religiosità.

Qui infatti ci sono, una accanto all’altra, strutture che interrogano la nostra storia, il nostro presente e quindi il nostro futuro: il cimitero, le fabbriche e la scuola.

Sono strutture in evoluzione. Hanno un passato denso e sono oggi oggetto di scelte che a volte sono parziali, a volte sbagliate, a volte, raramente, giuste.

E quindi il loro futuro è incerto.

Spesso si dimentica che il futuro non si costruisce evocando la storia, ma con le scelte che si fanno nel presente. La storia ci dice da dove veniamo, ma non dove andiamo. Sono le scelte del presente che ci dicono dove stiamo andando.

Non ci chiuderemo nel nostro territorio, cercheremo di vedere anche come le questioni che in questo territorio vengono alla luce sono affrontate e risolte in Italia e in Europa.

La novità di quest’anno sarà la nostra ricerca sul lavoro alle Fontanelle e al Rione Sanità, ieri la lavorazione delle pelli, oggi l’impresa culturale e il lavoro culturale.

Tema privilegiato sarà anche quest’anno il cimitero delle Fontanelle. Negli anni scorsi abbiamo ampiamente dimostrato, con il lavoro di ricerca e documentazione, che l’ossario non è un monumento rappresentativo della superstizione e del paganesimo del popolo napoletano, ma una testimonianza dell’arroccamento e del ruolo della Chiesa napoletana di fronte alle trasformazioni e alle tragedie vissute dalla città nell’Ottocento e nel Novecento.

Nei prossimi mesi vogliamo dare un contributo affinché il cimitero non diventi un parco a tema, ma conservi il suo carattere di luogo sacro e sia momento e centro di riflessione sul mistero della morte nei nostri giorni, aprendo la prospettiva per la costruzione di un più ampio progetto che investa l’area del Rione Sanità, dove vi sono luoghi e opere che ci parlano della storia delle sepolture a Napoli negli ultimi duemila e cinquecento anni.

Vogliamo contribuire a costruire un rapporto nuovo tra turismo e cultura, in cui la nostra storia non si esaurisca nella pizza e l’innovazione non si limiti al “cuoppo”.

Nella ricerca e nella proposta è il ruolo di IRiS Fontanelle. Un contributo alle scelte che quotidianamente le imprese culturali, le associazioni, le Istituzioni civili e religiose napoletane, cioè il Comune e la Chiesa, l’Assessorato al Turismo e alla cultura e il Cappellano del cimitero e la Municipalità sono chiamate a fare.

nelle foto: il campo sportivo della scuola delle Fontanelle e la fabbrica Mario Valentino

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